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Lou
Dalfin
CONCERTO OCCITANO DI FERRAGOSTO... CASTELMAGNO - Santuario di S. Magno ![]() PRIMA EDIZIONE 15 AGOSTO 2000 |
![]() Foto Daniele De Bortoli |
| A Campomolino correva l'anno 2000
Un tranquillo pomeriggio di fine luglio, Sergio (Berardo), in pausa dopo una lunga serie di concerti di là delle alpi, se ne arriva a piedi da Colletto con il suo cane al guinzaglio. Come due pensionati, ci ritroviamo a chiacchierare del più e del meno su una panchina. Ad un certo punto però esclama: "ma non ci sarà un posto qua a Castelmagno dove poter suonare con Lou Dalfin a ferragosto?". Ci piacerebbe infinitamente suonare "a casa" in un giorno così!". Gli risposi che a ferragosto, vista la massa di macchine e gente che un evento del genere avrebbe attirato, un concerto de Lou Dalfin si poteva fare in un solo posto: sul piazzale del Santuario! All'unisono pensammo: "Ma figurati se ci fanno suonare e ballare davanti a San Magno!". L'unica soluzione possibile "per gavanous la nata" era andare a chiederlo direttamente al rettore Don Ezio Mandrile. Si decise di farci accompagnare da Silvio (Einaudi) e Daniele (De Bortoli) che erano più diplomatici! Optammo anche che Gianni (Dematteis) era meglio se rimanesse a casa, viste le "feroci" vignette sui due San Magno (quello raffigurato nella classica iconografia di martire Tebeo e l'altro in quella di Frate) più Padre Pio "incarcerati" che pubblicava da anni sulla prima pagina de La Vous de Chastelmanh, noto periodico di cui era fondatore e direttore. Non ricordo che giorno fosse quando salimmo a porgere la fatidica domanda a Don Ezio, ricordo bene però che Silvio non ebbe occasione di sfoderare la sua diplomazia e Daniele non ebbe manco il tempo di togliersi il suo inseparabile sigaro dalla bocca in quanto Don Ezio, senza esitazione, ci disse subito di sì e il sunto della motivazione fu questa: "La musica è cultura, è un qualcosa che unisce e quindi un simbolo di pace e amore, quella occitana, come nel vostro caso, cancella confini tratteggiati sulle cartine e riunisce una lingua, una cultura, un popolo, quindi perché non ospitare davanti ad un santuario una manifestazione che è la rappresentazione di tutto questo?" Ricordo come fosse ieri che, salutato il rettore, Sergio stranamente taciturno, con un sorriso post-orgasmico stampato in faccia, iniziò a camminare una spanna da terra, Daniele invece si sfilò la "sigala" di bocca e con il suo proverbiale sarcasmo esclamò: "Ecco, bravi! Adesso siamo nella merda! Mancano una ventina di giorni a ferragosto e tutto è da organizzare!". Il resto è storia, documentata dalle sue foto sottostanti Un sentito grazie a Fabio de Bortoli
e famiglia per la grande collaborazione dimostrata nel reperimento
e digitalizzazione delle diapositive. |
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