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Km.
Verticale Campomolino - Monte Tibert
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Tempo di percorrenza - ore 5 circa |
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| Il percorso inizia poco oltre la borgata Champdamoulin (Campomolino 1150 mt.) sul lato destro della strada provinciale che porta al Santuario di San Magno. *palina* |
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| Superato il prato iniziale il sentiero s'infila in una fitta faggeta fino a raggiungere "Lou Caloou", una ripida, pietrosa e stretta salita dotata di una catena per favorirne il superamento. |
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| Poco oltre si giunge in località
"Lou Pas" ove è presente un'antica baita oramai
in disuso denominata "Granja de Getou" (circa un'ora e dieci minuti di cammino dalla partenza). In questo punto il sentiero volge lentamente verso sinistra e si inerpica lungo un ripido costone ove ad inizio degli anni ottanta sono state posizionate numerose palizzate antivalanga. *palina* |
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| Superati i manufatti antecedentemente descritti, si giunge ad un panoramico poggio e si inizia a percorrere l'impegnativo traversone del ripidissimo pendio denominato appunto in occitano "Costa Drécha" per via della sua conformazione. |
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| Al termine del traversone, il tragitto si posiziona sulla dorsale e diventa decisamente panoramico con splendide visuali sul fondovalle e sui laterali valloni del Santuario di San Magno e di L'Arbouna (Narbona). |
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| Dopo circa 45 minuti di cammino dal traversone di "Costa Drécha" si raggiunge il Colle Infernetto con a lato la bellissima conca dell'alpe pascoliva del Chastlar. |
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| Proseguendo diritto, in circa 30 minuti
si arriva al Monte Crocette e a seguire all'omonimo Colle contornato dalle
numerose "crousétes" (crocette) che lo caratterizzano
da secoli. *palina*
Questo, volendo, può essere classificato come punto intermedio dell'escursione. |
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| I nomi del Colle e del Monte Crocette
hanno origini molto antiche, quasi sicuramente verso l'inizio del 1300,
periodo in cui iniziò ad espandersi nei nostri territori il culto
di San Magno martire, considerato protettore del bestiame. Da lì iniziarono i pellegrinaggi da ogni dove verso l'omonimo Santuario. Fin da allora, una volta giunti al valico, per i pellegrini provenienti dalla Valle Maira attraverso il sentiero che parte da Celle Macra vi era l'usanza di costruire e piantare una crocetta di varia forma e dimensione con materiale reperito in loco. Molto probabilmente perché da quel luogo, dopo tanto cammino, si poteva finalmente vedere la meta: il monumentale Santuario. Da qui il nome sia del Colle che del vicino Monte. Da rimarcare che egli ultimi tempi a qualcuno "piace vincere facile" e la crocetta se la porta già bella pronta da casa. La dicitura "Colle delle Crosette" e "Monte Crosetta" che appare su alcune cartine è frutto dell'errata e incauta traduzione del termine occitano "Crousétes" Crocette, appunto. |
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| A questo punto imboccare il lungo
sentiero che percorre il crinale posto sullo spartiacque dei valloni del
Sibolet e Narbona. Questo tracciato in circa un'ora e 45 minuti di cammino vi porterà sulla cima del Monte Tibert. *palina* |
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Ritorno:
Dalla vetta scendere verso il Colle Intersile, poco prima di esso *palina* svoltare a sinistra e dirigersi verso il vallone del Sibolet percorrendolo fino a raggiungere le omonime baite, a questo punto proseguire lungo la strada sterrata che vi porterà al Santuario di San Magno. Nei pressi del pilone votivo posto a lato dell'ampio parcheggio del Santuario *palina* imboccare il Cammino di San Magno che vi ricondurrà a Campomolino. |
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IMMAGINI:
Elena Mattalia Dario Donadio Ezio Donadio |
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Un
sentito GRAZIE a tutti coloro che
hanno collaborato...
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Per contattarci: castelmagno.oc@gmail.com
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