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Gianni De Matteis: Scomodo missionario in salita! |
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La battaglia politica allora era durissima e Gianni non disdegnava lo scontro. Sostenne con tutte le sue forze i pochi ma battaglieri comunisti del paese. Nel 1954, scompare lou Vent al quale fu riservato un funerale civile, con il divieto impartito dalle autorità di proferire alcuna parola in memoria della figura dello scomparso, nellarea del camposanto. Gianni con pochi compagni dovette ricordare lo scomparso ad oltre un centinaio di metri dal Santuario. Per anni continuò nonostante le difficoltà, ad interessarsi del paese e con le elezioni comunali del 1960 a novembre entrò in consiglio con una lista di minoranza. Il municipio allora era tutto in due stanze sotto losteria della Posta e la saletta dove si svolgevano i consigli era talmente piccola, che alla prima riunione Gianni dovette accomodarsi sul balcone perché non vi era posto per tutti. Erano gli anni in cui Sindaco era stato prima Batistin Einaudi di Campomolino e poi Giacu Martino di Colletto; lattività amministrativa non era certo il massimo per un giovane come lui che voleva dare una svolta al paese. Ogni sua proposta veniva respinta solo per via della contrapposizione politica. La maggioranza era tutta democristiana e in paese non muoveva foglia senza che ci fosse il consenso del clero o del partito. Nel 1965 Gianni tentò di costruire una lista vincente, ovviamente sotto un simbolo anonimo, ma il blocco conservatore che ancora resisteva, lo relegò di nuovo allopposizione. Dopo i fatti di Ungheria, Dematteis con molti altri, scelse la via del Socialismo democratico e si iscrisse al PSI di Nenni. Erano gli anni del primo centro sinistra in Italia e anche da noi il clima politico stava cambiando. Il contributo che Gianni poteva dare al paese iniziava ad essere tollerato e fu così che nel 1968, Dematteis scriveva allallora ministro socialista dei lavori pubblici Giacomo Mancini, per segnalare che non un centimetro quadro di vie comunali era asfaltato. Infatti lasfalto finiva subito dopo Pradleves. La risposta fu solerte e così, pur dai banchi della minoranza, il suo contributo a migliorare e cambiare il paese non cessò piu.
Chi non ricorda i suoi proclami provocatori, tanto da offrire Narbona come paese per il soggiorno obbligato dei mafiosi? Chi non ricorda la costruzione del bosco Epoca? Le lotte per dotare ogni frazione di un telefono pubblico? Dovessi fare lelenco completo di ciò che avevamo bisogno, ne avrei per pagine... Si fa prima a dire che cosa avevamo: niente!
Gianni con il Presidente Viglione ha un rapporto preferenziale, questi lo definisce il grido della montagna e non gli fa mancare gli aiuti per le opere pubbliche attese da anni. Finalmente arrivano i paravalanghe, gli acquedotti, il nuovo municipio, e allinizio del 1980 la luce dellEnel. Già nel 1971 si era tentato di dare una soluzione al problema dellenergia elettrica. Tutti ricorderanno la cosiddetta operazione Mezzenile e cioè lacquisto a prezzo simbolico dallEnel di una centralina idroelettrica in disuso nella lontana valle di Lanzo. Limpianto venne montato a Chiotti e funzionò solo per lilluminazione, a causa della scarsa potenza, fino allarrivo dellEnel. Quante battaglie, quanti sacrifici sopportati dai castelmagnesi per cercare di dare alla popolazione quel minimo per essere considerati un paese civile. Di queste lotte, Gianni era sempre lanima, il promotore e lorganizzatore. In paese non si muoveva nulla senza che ne fosse coinvolto in prima persona. Nel 1980 ovviamente rivince le elezioni e prosegue la sua battaglia per realizzazione quanto ancora mancava. Viene inaugurato il nuovo Municipio di cui Gianni è stato veramente lartefice, per averlo voluto a tutti i costi. La dignità di un paese diceva sempre si misura anche dallaccoglienza della sua casa, e finalmente Castelmagno aveva una casa Comunale degna di tal nome. Coinvolse tutti, nellarredare i locali e volle trascrivere su di una semplice pergamena tutti i nomi di coloro che con tanta generosità avevano contribuito. Per gli arredi infatti non si dovette spendere una lira, vennero tutti acquistati con i contributi dei castelmagnesi e degli amici di Gianni. Nell85 si rinnova il suo mandato da sindaco, ma Gianni stanco, lascia un anno dopo, la carica di primo cittadino a chi scrive, ma resta in Consiglio fino al 1990. In questi anni si dedica di più allaspetto sociale, sempre fermo e presente con i suoi preziosi consigli e la sua esperienza. Salutammo Dematteis come Sindaco uscente il 4 ottobre 1986, con una solenne cerimonia intitolata: per il Sindaco scomodo missionario in salita alla quale parteciparono il Presidente Viglione, il Prefetto di Cuneo e tutti i suoi amici. Beppe Garnerone |
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