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Narbona
troverà la sua casa?
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Vivo successo della
manifestazione del 7 Gennaio dedicata allaffascinante frazione
di Castelmagno.
Un pubblico veramente folto è accorso nel pomeriggio di Sabato 7 Gennaio presso il Salone della Casa Comunale Gianni De Matteis di Castelmagno per partecipare allincontro Una casa per Narbona. |
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La manifestazione è
stata introdotta dal sindaco di Castelmagno Maurizio Giaminardi che
ha anche illustrato la difficile situazione dei comuni dellalta
montagna e, subito dopo, Alberto Cravero e Fabio Mancari hanno presentato
il loro film Lultima borgata. Il lavoro racconta lesperienza
di Mario Sarotto, urbanista contro che anni fa ha preso
la residenza nella famosa frazione spopolata da oltre mezzo secolo,
come provocazione di fronte al drammatico problema dello spopolamento
della montagna. Il documentario ha suscitato vivo interesse tra gli
intervenuti tra i quali erano presenti anche diversi narbonesi.
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Sono quindi intervenuti
Angelo Artuffo del Centro Occitano di Cultura Detto Dalmastro
e Flavio Menardi Noguera che ha illustrato il progetto che ha dato il
titolo allincontro e che prevede la costituzione di un gruppo
di ricerca e di lavoro che operi per documentare la storia secolare
di Narbona, dalla misteriose origini allabbandono attorno al 1960,
ricostruendo tutti i possibili aspetti di questa borgata che può
essere presa come duplice simbolo: della civiltà che si è
sviluppata nel corso dei secoli su queste montagne e del loro drammatico
spopolamento.
Oltre alla ricerca e la documentazione (che costituiranno la base per pubblicazioni di vario tipo), il gruppo ha anche altri obbiettivi: salvaguardia di ciò che è ancora possibile recuperare, senza escludere interventi mirati ad arginare direttamente il degrado incombente, e costituzione di un museo appunto Una casa per Narbona. Questultimo potrebbe trovare sistemazione nei locali attualmente vuoti del progettato Ecomuseo di Campomolino della Comunità Montana, e caratterizzarsi, come ha suggerito Beppe Garnerone, per una veste interattiva e multimediale in modo da ricostruire virtualmente la frazione con le tecniche della moderna computer grafica e documentare anche tecniche, pratiche ed esperienze connesse agli oggetti più significativi della cultura materiale della montagna. Un elemento prezioso in questa prospettiva è rappresentato dalle vive testimonianze dei narbonesi stessi che è urgente raccogliere e conservare. |
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Altri interventi, tutti preziosi e ricchi di suggerimenti e idee, oltre ai già citati, ricordiamo quelli di Renato Lombardo che ha dedicato molti anni allo studio della lingua e della toponomastica di Narbona, di Claudio Salvagno, scultore e poeta che ha lanciato lidea di organizzare un campo di lavoro estivo per la messa in sicurezza della chiesetta della frazione dedicata alla Madonna della Neve, di Gabriella Fichera della redazione de La Vous che ha narrato del suo primo incontro con Narbona e ha proposto lorganizzazione di una giornata dellemigrato, dello storico e ricercatore Walter Cesana che, portando il saluto di Giacomo Parola che fu maestro nella scuola elementare di Narbona negli anni 1952-53, ha espresso il desiderio di ricostruire la storia di questa scuola. In conclusione sono state proiettate immagini suggestive dei Narbona e della natura dellomonimo vallone scattate nel corso dellanno scorso e, mentre un brindisi chiudeva la bella giornata, in molti hanno dato la loro adesione al gruppo di lavoro e di ricerca. Ancora una volta l anima della vecchia borgata ha fatto sentire la sua voce. Flavio Menardi Noguera |
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